Pubblicato il 12 Ottobre 2026

Quando si verifica un danno nell’ambito di una prestazione sanitaria, una delle prime domande è: chi ne risponde, la struttura, il professionista o entrambi? La risposta non è soltanto una questione giuridica. Ha conseguenze concrete sulla gestione di un’eventuale richiesta di risarcimento e, soprattutto, sull’organizzazione delle coperture assicurative di strutture e professionisti sanitari.

La Legge 8 marzo 2017, n. 24, conosciuta come Legge Gelli-Bianco, ha definito un sistema che distingue la posizione della struttura sanitaria da quella dell’esercente la professione sanitaria. Comprendere questa distinzione è fondamentale anche per costruire una protezione assicurativa realmente adeguata.

Responsabilità della struttura e del professionista: due posizioni differenti

Uno dei punti centrali della Legge Gelli-Bianco riguarda proprio la distinzione tra la responsabilità della struttura sanitaria o sociosanitaria e quella del singolo professionista. In termini generali, la struttura che si avvale dell’opera di professionisti sanitari risponde delle loro condotte secondo il regime previsto dalla normativa, anche quando tali professionisti non siano dipendenti della struttura.

Diversa è la posizione del professionista sanitario che svolge la propria attività all’interno della struttura.

Questa distinzione assume particolare importanza quando un paziente ritiene di aver subito un danno e formula una richiesta risarcitoria: a seconda delle circostanze, la richiesta può coinvolgere la struttura, il professionista oppure entrambi.

Perché questa distinzione è importante anche dal punto di vista assicurativo

Responsabilità diverse richiedono una corretta individuazione dei rischi da assicurare. Una struttura sanitaria deve infatti proteggersi rispetto alle richieste di risarcimento derivanti dall’attività sanitaria e sociosanitaria svolta al proprio interno e dalle responsabilità che la legge le attribuisce.

Il professionista sanitario, invece, deve valutare la propria esposizione personale, considerando il tipo di attività esercitata, il rapporto con la struttura, le prestazioni effettuate e le eventuali azioni che potrebbero essere promosse nei suoi confronti.

Non è quindi sufficiente sapere che “esiste una polizza”. Occorre comprendere chi è assicurato, per quali attività, entro quali limiti e in quali circostanze la garanzia può intervenire.

La responsabilità della struttura sanitaria

La struttura sanitaria o sociosanitaria rappresenta un soggetto centrale nel sistema delineato dalla Legge Gelli-Bianco. Ospedali, cliniche, poliambulatori, centri diagnostici, RSA e altre organizzazioni che erogano prestazioni sanitarie devono confrontarsi con un’esposizione al rischio particolarmente articolata.

Il rischio, infatti, non riguarda soltanto l’errore del singolo operatore. Può coinvolgere anche aspetti organizzativi, procedure interne, apparecchiature, gestione del personale, percorsi assistenziali e, più in generale, il funzionamento complessivo della struttura.

Per questo la gestione assicurativa dovrebbe partire da una vera analisi del rischio sanitario, e non dalla semplice ricerca di una polizza standard.

La responsabilità del professionista sanitario

Medici, infermieri e altri professionisti sanitari devono a loro volta conoscere con precisione la propria posizione. Il fatto di lavorare all’interno di una struttura non significa necessariamente che ogni possibile responsabilità personale sia assorbita dalla copertura assicurativa della struttura stessa.

La situazione cambia inoltre in funzione delle modalità con cui viene esercitata l’attività: dipendente, libero professionista, collaboratore di una struttura, professionista che opera anche privatamente o soggetto che svolge contemporaneamente più attività. Diventa quindi essenziale verificare che la propria copertura sia coerente con l’attività effettivamente esercitata.

Quando struttura e professionista vengono coinvolti nello stesso sinistro

Un evento avverso può generare una richiesta di risarcimento che coinvolge contemporaneamente più soggetti. In questi casi possono emergere responsabilità differenti e possono essere interessate diverse coperture assicurative.

È proprio nelle situazioni più complesse che una corretta impostazione preventiva delle polizze assume particolare valore. Massimali, franchigie, scoperti, esclusioni, attività dichiarate e condizioni di operatività delle garanzie devono essere analizzati nel loro insieme, evitando sovrapposizioni inutili ma soprattutto potenziali aree prive di copertura.

Il contenzioso sanitario presenta inoltre specifici passaggi procedurali. La disciplina prevede strumenti finalizzati anche a favorire una soluzione della controversia prima del giudizio vero e proprio, tra cui l’accertamento tecnico preventivo e, nei casi previsti, le procedure alternative applicabili.

In questa fase anche la presenza delle compagnie assicurative può assumere un ruolo significativo nella gestione della controversia e nell’eventuale tentativo di conciliazione. La gestione di un sinistro sanitario, quindi, non comincia nel momento in cui arriva una sentenza. Comincia molto prima.

Una richiesta di risarcimento deve essere analizzata tempestivamente, denunciata secondo quanto previsto dalla polizza e gestita coordinando struttura, professionisti, assicuratori e consulenti coinvolti.

RC sanitaria: cosa verificare nella polizza

Per una struttura o un professionista sanitario, il prezzo della polizza è soltanto uno degli elementi da considerare. Una corretta analisi assicurativa dovrebbe verificare almeno:

  • attività effettivamente assicurate;
  • soggetti compresi nella copertura;
  • massimali e relativi sottolimiti;
  • franchigie e scoperti;
  • esclusioni;
  • eventuale retroattività della garanzia;
  • disciplina della postuma, quando prevista;
  • modalità e termini di denuncia del sinistro;
  • gestione delle spese legali;
  • eventuali condizioni relative a circostanze note e richieste di risarcimento;
  • coerenza tra le diverse polizze eventualmente esistenti.

Particolare attenzione deve essere dedicata anche al regime temporale della copertura, soprattutto nelle polizze strutturate secondo il modello claims made.

Non basta quindi confrontare due preventivi sulla base del premio e del massimale: clausole apparentemente secondarie possono produrre conseguenze molto importanti al momento del sinistro.

La copertura del professionista deve dialogare con quella della struttura

Uno degli aspetti più importanti nella gestione del rischio sanitario è evitare di considerare separatamente le diverse coperture. La polizza della struttura e quella personale del professionista dovrebbero essere analizzate anche nella loro interazione. Occorre comprendere quali eventi siano coperti dalla struttura, quali possano coinvolgere direttamente il professionista e come operino le garanzie nei casi in cui siano interessati entrambi.

Per il professionista è inoltre particolarmente importante comprendere la protezione prevista rispetto alle eventuali azioni esercitabili nei suoi confronti.

Una consulenza assicurativa efficace deve quindi partire dall’attività realmente svolta e dal rapporto esistente tra professionista e struttura.

Assicurare il rischio sanitario significa prima di tutto conoscerlo

La responsabilità sanitaria è un ambito nel quale diritto, organizzazione clinica e assicurazione sono strettamente collegati.

Una copertura adeguata non dovrebbe essere valutata soltanto quando arriva una richiesta di risarcimento.

Per strutture e professionisti è invece opportuno effettuare periodicamente un’analisi che tenga conto dell’evoluzione dell’attività, delle prestazioni erogate, dell’organizzazione e delle condizioni delle polizze sottoscritte.

Fonte: BEESANITAMAGAZINE

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