Pubblicato il 29 Settembre 2026
Un incidente stradale mentre si va in ufficio, una caduta durante il percorso verso il luogo di lavoro o un infortunio mentre si rientra a casa al termine della giornata lavorativa. Sono situazioni che possono rientrare nel cosiddetto infortunio in itinere, una particolare forma di infortunio tutelata dall’INAIL quando si verificano determinate condizioni.
Conoscere le regole è importante non soltanto per ottenere le prestazioni previste dalla tutela pubblica, ma anche per capire quando possono entrare in gioco altre coperture assicurative e quali ulteriori richieste di risarcimento possono eventualmente essere avanzate.
Che cos’è l’infortunio in itinere?
In termini generali, l’infortunio in itinere è quello che si verifica durante il normale percorso:
- tra l’abitazione e il luogo di lavoro e viceversa;
- tra due diversi luoghi di lavoro;
- in determinate circostanze, tra il luogo di lavoro e quello nel quale il lavoratore consuma abitualmente i pasti.
Non è però sufficiente che l’incidente avvenga genericamente “mentre si sta andando al lavoro”. Perché operi la tutela INAIL devono essere rispettate le condizioni previste dalla normativa e occorre valutare concretamente il percorso effettuato, l’eventuale presenza di interruzioni o deviazioni e, in alcuni casi, anche il mezzo di trasporto utilizzato.
Cosa fare subito dopo l’infortunio
La corretta gestione dell’evento fin dai primi momenti è particolarmente importante. Al medico o alla struttura sanitaria deve essere segnalato che l’infortunio è avvenuto durante il tragitto collegato all’attività lavorativa, affinché la circostanza possa essere correttamente riportata nella documentazione sanitaria. Il lavoratore deve inoltre comunicare tempestivamente al datore di lavoro i dati identificativi del certificato medico.
Il datore di lavoro, ricevute le informazioni necessarie, deve a sua volta effettuare gli adempimenti previsti nei confronti dell’INAIL.
Una descrizione precisa dell’accaduto è fondamentale: luogo, orario, percorso seguito e dinamica dell’incidente possono diventare elementi determinanti nella successiva istruttoria.
Deviazioni dal percorso: quando possono diventare un problema
Uno degli aspetti più delicati riguarda il tragitto effettuato dal lavoratore. La tutela riguarda infatti il normale percorso collegato al lavoro. Interruzioni o deviazioni effettuate per ragioni esclusivamente personali possono incidere sul riconoscimento dell’infortunio in itinere.
Non tutte le deviazioni, però, hanno necessariamente questo effetto. Possono esistere circostanze giustificate da cause di forza maggiore, obblighi di legge o esigenze essenziali e inderogabili. La valutazione deve quindi essere effettuata sulla situazione concreta.
Per questo, dopo un incidente, è importante ricostruire con precisione il tragitto seguito e le eventuali ragioni che hanno determinato una deviazione.
Auto e moto: l’utilizzo del mezzo privato
Ai fini della tutela INAIL, l’utilizzo del mezzo personale assume particolare rilievo e deve essere valutato alla luce delle effettive necessità dello spostamento. Possono essere considerate, ad esempio, l’assenza di mezzi pubblici adeguati, l’incompatibilità degli orari del trasporto pubblico con quelli lavorativi o altre condizioni che rendano necessario l’utilizzo del veicolo privato.
Anche sotto questo profilo, quindi, non è opportuno dare per scontato che qualsiasi incidente avvenuto mentre ci si reca al lavoro sia automaticamente riconosciuto come infortunio in itinere.
Indennizzo INAIL e risarcimento del danno non sono la stessa cosa
Quando si verifica un infortunio in itinere è importante distinguere la tutela assicurativa sociale garantita dall’INAIL dall’eventuale diritto al risarcimento del danno nei confronti di un soggetto responsabile.
Pensiamo al caso più immediato: un lavoratore sta andando in ufficio in automobile e viene coinvolto in un incidente provocato da un altro veicolo. Lo stesso evento può assumere rilievo su piani differenti. Da un lato può essere valutato dall’INAIL come infortunio in itinere, con le prestazioni previste dalla normativa, dall’altro, se esiste un terzo responsabile dell’incidente, possono entrare in gioco le regole della responsabilità civile e la relativa assicurazione RC Auto.
Indennizzo e risarcimento, quindi, non devono essere considerati sinonimi e l’interazione tra le diverse forme di tutela deve essere valutata caso per caso.
E le polizze private?
Accanto alla tutela INAIL e all’eventuale risarcimento derivante dalla responsabilità di terzi può esistere un ulteriore livello di protezione: quello delle coperture assicurative private. Una polizza infortuni, ad esempio, può prevedere garanzie collegate a invalidità permanente, inabilità temporanea, diaria da ricovero o altre conseguenze dell’infortunio.
La possibilità di ottenere una prestazione dipende naturalmente dalle condizioni della singola polizza, dalle garanzie acquistate, dalle esclusioni, dalle franchigie e dai criteri utilizzati per determinare l’indennizzo.
Per questo non bisogna dare per scontato né che la presenza della tutela INAIL escluda automaticamente una polizza privata, né che qualsiasi polizza infortuni intervenga necessariamente nell’infortunio in itinere. Occorre verificare il contratto.
Il caso delle polizze aziendali
A seconda del contratto, possono esistere polizze collettive infortuni o programmi assicurativi aziendali che estendono la protezione oltre il perimetro della tutela obbligatoria. Per il lavoratore coinvolto in un incidente può quindi essere utile verificare anche con il proprio datore di lavoro o con l’ufficio HR l’eventuale presenza di coperture assicurative collettive.
Per le imprese, allo stesso tempo, è importante conoscere esattamente l’estensione delle garanzie acquistate e verificare se siano coerenti con le modalità con cui i dipendenti svolgono concretamente la propria attività.
Attenzione ai termini
Un altro elemento da non sottovalutare riguarda i tempi: per le prestazioni INAIL esistono specifici termini di prescrizione e regole procedurali; analogamente, eventuali richieste risarcitorie nei confronti di terzi e denunce relative a polizze private seguono discipline e tempistiche proprie.
È quindi consigliabile attivarsi tempestivamente, evitando di attendere che una pratica sia conclusa prima di verificare l’esistenza di altre possibili tutele.
Un solo incidente, diverse forme di protezione
L’infortunio in itinere dimostra bene quanto possa essere articolata la gestione assicurativa di un singolo evento.
A seconda delle circostanze possono infatti entrare in gioco:
- INAIL, per la tutela dell’infortunio collegato all’attività lavorativa;
- RC Auto o responsabilità civile di terzi, quando il danno è stato provocato da un altro soggetto;
- polizze infortuni individuali, se sottoscritte dal lavoratore;
- polizze collettive aziendali, quando previste dal datore di lavoro.
Non significa che le diverse prestazioni siano sempre automaticamente cumulabili o che intervengano necessariamente nello stesso modo. Significa, invece, che dopo un evento è importante individuare tutte le coperture potenzialmente coinvolte e analizzarne le condizioni, perché, soprattutto quando si verifica un infortunio, conoscere esattamente le proprie coperture è il primo passo per utilizzarle correttamente.
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